GR di Squadra a Torino: la storia

La Ginnastica Ritmica è uno sport tutto al femminile.

E’ nata, presumibilmente, all’inizio dell’Ottocento, da una serie di “contaminazioni” come si direbbe oggi, tra espressione corporea, danza, musica e solo più avanti come sistema ginnico capace di amplificare grazia, portamento e altre caratteristiche prettamente femminili o riconosciute tali.

Personaggi come Francois Delsarte (1881-1817) insegnante di arte drammatica, Georges Demeny (1859-1917) fisiologo, Emile Jaques-Dalcroze (1865-1950) compositore, hanno dato il loro imprescindibile apporto alla nascita della disciplina della Ginnastica Ritmica.

Lo svizzero Emile Jaques-Dalcroze, professore al Conservatorio di Ginevra oltre che compositore, ideಠun metodo per insegnare ai propri allievi a esprimere la musicalità  utilizzando i naturali movimenti del corpo e a interpretare la scrittura ritmica tramite il movimento (Solfeggio Corporeo).

Questo nuovo metodo chiamato “Euritmica”, influenzಠin maniera sostanziale tutti coloro che in seguito ebbero a che fare con ciಠche a distanza di decine di anni sarebbe diventata la Ginnastica Ritmica così come noi la conosciamo.

Il primo passo ufficiale venne mosso nel 1913 in occasione del Primo Congresso Internazionale di Educazione Fisica di Parigi.

Era presente anche una delegazione italiana, proveniente dal Magistero di Educazione Fisica di Torino, diretta dal Prof. Giuseppe Monti.

La nuova attività  stentಠall’inizio d essere accettata.

Erano anni in cui l’emancipazione femminile, poco sostenuta dalla maggior parte dei cittadini di sesso maschile e dai politici, veniva decisamente osteggiata.

E’ facile immaginare come a quei tempi, la pratica di un’attività  sportiva da parte di una ragazza, potesse apparire agli occhi di una società  decisamente maschilista, come un tentativo di indipendenza precoce.

A riprova di cià², basti pensare che lo stesso De Coubertin osteggiಠa lungo la partecipazione femminile alle Olimpiadi.

Infatti, le donne furono ammesse ai Giochi Olimpici solo a partire da quelli di Amsterdam, nel 1928, con un programma di ginnastica femminile che prevedeva una progressione a corpo libero con esercizi di ginnastica ritmica ed espressiva, esercizi alla spalliera e salti, per una squadra di dodici ginnaste.

L’ Italia, rappresentata dalle ginnaste della Ginnastica Pavia, si piazzಠal secondo posto, conquistando una medaglia d’argento.

Ad Helsinki nel 1952 si assiste ad un esercizio collettivo oltre a prove con attrezzi e in occasione dei Campionati del Mondo di Roma, nel 1954, un esercizio con la palla segna l’ultima apparizione della nostra disciplina nell’ambito della ginnastica artistica.

Solo un anno prima veniva approvato in Italia, dal Ministero della P.I., il metodo chiamato GINNASTICA FEMMINILE MODERNA, inserito nei programmi scolastici a partire dal 1953 e elaborato in quegli anni da un personaggio che viene giustamente riconosciuto come la pietra miliare della ginnastica ritmica italiana:

Andreina Sacco Gotta (1904-1988).

Torinese, nata in una regione storicamente molto ricettiva nei confronti della cultura della vicina Francia, la Gotta si dimostra quanto mai sensibile ed aperta alle novità  che riguardano il campo dell’educazione fisica provenienti da Oltralpe, influenzata anche dalle idee di due autorevoli predecessori come il Monti e il Mosso.

Ginnasta della Reale Società  Ginnastica di Torino (prima società  sportiva italiana nata nel 1844) e atleta agonista di ottimo livello, (Campionessa Italiana di salto in alto nel 1922 e nel 1924 saltando mt. 1,37, Campionessa Italiana di basket nel 1925 con la società  Club Atletico di Torino) pratica lo sport in quasi tutte le sue discipline (oltre al salto in alto e al basket, si dedica, ovviamente, alla ginnastica, ma anche al pattinaggio, al lancio del peso e del disco, al nuoto, alla voga, alla scherma e allo sci), si diploma all’ Istituto di Magistero di Torino, che formava insegnanti di educazione fisica, nel 1922 e 11 anni più tardi acquisisce il Diploma Superore di pianoforte al Conservatorio di Torino.

Nell’anno accademico 1951 – 1952 inaugura il Corso di Ginnastica ritmica per insegnanti di educazione fisica all’ I.S.E.F. di Roma presso il quale insegnerà  fino al 1973.

Nel 1953 la Gotta partecipa come delegata italiana al Congresso Internazionale di Parigi di Educazione Fisica, presentando una relazione sull’attività  nella scuola media.

Dal 1962 vengono autorizzate dalla F.I.G. (Federation International de Gymnastique) le competizioni internazionali in maniera indipendente dalla ginnastica artistica.

Nel 1968 ottiene l’incarico dalla Federazione Internazionale di Ginnastica per seguire l’attività  della Ginnastica Moderna (così era chiamata la ginnastica ritmica in quegli anni) nelle Federazioni delle varie Nazioni iscritte e cerca contemporaneamente di propagandare questa specialità  in Italia, dove non era ancora inclusa nelle attività  federali; questo riconoscimento si ebbe poi nel 1970, quando fu organizzata la prima gara nazionale a Roma.

La Gotta, sollecitando la commissione internazionale si rende conto dell’interesse che si sta creando intorno agli esercizi di squadra che, seppur molto distanti da quelli che siamo abituati a vedere oggi nelle nostre palestre, sono in grado di emozionare e divertire ginnaste e pubblico, oltre a essere più stimolanti per le tecniche che li compongono.

Nel 1970 è nominata Direttrice del primo Concorso internazionale per istruttrici: l’affluenza è molto alta e il corso viene ripetuto anche nei due anni successivi. Nel 1973 la Gotta è nominata Ispettrice nazionale per la ginnastica ritmica dalla Federazione Ginnastica e Presidente del Comitato Tecnico femminile della Federazione Internazionale di Ginnastica. Sempre nel ’73 lascia l’insegnamento all’ISEF di Roma per dedicarsi completamente alle attività  federali. Nel 1977 diviene membro del Consiglio Federale e ottiene la Stella d’oro al merito sportivo del C.O.N.I.

Intanto, a Torino presso l’I.S.E.F. in cui insegna Ginnastica Ritmica fin dal 1959, Maria Rosa Rosato, sperimenta con gruppi di allieve un metodo di lavoro collettivo con scambi di piccoli attrezzi e altre interazioni che presenta a manifestazioni nazionali ed internazionali.

La Rosato (allieva della Gotta) privilegia il lavoro di relazione tra le componenti il gruppo; si specializza in questa direzione considerando anche il contenuto di collaborazione, creatività  e fantasia che questa situazione offre.

Nasce dunque a Torino, con uno di questi gruppi, la prima rappresentativa nazionale di squadra che parteciperà  per la prima volta a Copenaghen al III Campionato del Mondo nel 1967, dove l’esercizio di squadra con 6 cerchi per 6 ginnaste entra finalmente nel programma.

Le azzurre si distinguono subito dagli altri paesi per i criteri di composizione innovativi e soprattutto per le situazioni di collaborazione e di interazione fra le ginnaste, per i numerosi scambi e passaggi di attrezzo di cui abbiamo detto.

Gli allenamenti in preparazione si svolgono in condizioni di assoluta sperimentazione, prevalentemente nei locali della “Magenta”, nei fine settimana, nei giorni di festa e in tutti i ritagli di tempo libero.

Importante e doveroso ricordare anche l’impegno del prof. Melchiorre Bracco, vice presidente della Federazione, accanito sostenitore della nuova disciplina, ritenuta a quei tempi causa di possibili “interferenze” a danno della ginnastica artistica.

Le allora giovani speranze frequentano tutte l’ Istituto Superiore di Educazione Fisica di Torino e si chiamano:, Lucia Bannà², Lidia Borgo, Laura Colombari, Donata Costa, Lodovica Dagnino, Clara Martini, Anna Miglietta e Sandra Pagliano.

La musica di accompagnamento per l’esercizio, al pianoforte, sarà  composta allo scopo, dalla stessa Gotta, sullo schema ritmico dedotto dai movimenti quindi in aderenza perfetta ad essi e suonata da un pianista che seguiva la squadra in allenamento e in gara. La situazione dell’accompagnamento diretto proseguirà  per molti anni ancora.

Nonostante la poca esperienza agonistica (poiché in Italia non esistono ancora campionati societari organizzati dalla Federazione) le italiane si piazzano al sesto posto finale, sorprendendo tutti.

L’apprezzamento per l’esercizio italiano è riscontrabile nel fatto che all’ Italia fu attribuito il massimo punteggio di composizione: dieci su dieci.

Un grande risultato al debutto mondiale, impreziosito dai giudizi favorevoli della commissione per l’originalità  della struttura e la concezione dell’esercizio preparato dalla tecnica italiana e per la rigorosa aderenza della musica al movimento.

Queste caratteristiche permetteranno in seguito di conseguire, con nuove formazioni, risultati di successo, sempre in Campionati del Mondo (medaglia di bronzo a Cuba nel 1971, medaglia d’ Oro a Madrid nel 1975).

Nel 1969 l’Italia partecipa al 4° Campionato del Mondo, organizzato a Varna, con la convinzione di poter raggiungere uno storico risultato, ma a causa di alcuni errori d’esecuzione l’esercizio alla palla si classifica 12°.

Finalmente, nel 1970 si tengono i primi Campionati Italiani: fu organizzata a Roma, il 6 dicembre, la prima gara sia per il programma individuale (palla e cerchio) sia per il programma di squadra (6 cerchi).

Erano presenti 10 società  in larga maggioranza rappresentanti del Piemonte.

Vince la Società  Ginnastica Pietro Micca di Biella, seconda si piazza la Palestra Ginnastica Ferrara e terza ancora una società  piemontese, la Libertas Asti.

Nel 1971 la squadra italiana, con l’esercizio 3 cerchi e 3 palle, conquista al V Campionato del Mondo di Cuba la medaglia di bronzo preceduta dalle due più forti squadre dell’est:la Bulgaria e la Russia.

E’ il primo podio nella nostra storia e le artefici di questo successo sono, con l’allenatrice Rosato: le torinesi Laura Colombari, Cristiana Lubich, Elisabetta Mastrostefano e Gisella Gepponi, la biellese Anna Miglietta, la milanese Marina Odorici e la romana Annavera Pifano.

Si tratta di un risultato che proietta l’Italia nel gotha di questa disciplina nella quale lo stile “italiano” resterà  sempre come marchio di originalità  e fantasia.

Nel 1973, oltre al 4° posto ottenuto al VI Campionato del Mondo di Rotterdam con l’esercizio alle 6 funi, si svolge il primo incontro internazionale organizzato in Italia: ancora Torino protagonista. E’ infatti nel nostro capoluogo che si incontrano le ginnaste individualiste di Italia e Jugoslavia.

Nel 1975 a Madrid, uno dei risultati più importanti nella storia della ginnastica ritmica italiana: la conquista dell’oro mondiale. (il primo!)

Assenti le nazioni dell’Est europeo per motivi politici, l’ Italia è l’unica pretendente accreditata.

Presentando l’esercizio con 3 palle e 3 funi, conquista il titolo superando il Giappone e la Spagna.

La formazione è composta da una forte rappresentanza piemontese. Oltre all’ allenatrice Maria Rosa Rosato coadiuvata da Anna Miglietta, le ginnaste sono: Arianna Alni (Ravenna), Milena Bollino (Biella), Paola Buzzo (Biella), Tiziana Fossati (Milano), Lorena Monguzzi( ), Claudia Pedrazzo (Biella) e Monica Vegetti (Parabiago).

Dopo Madrid, Rosato sospende momentaneamente l’attività  e la guida della nazionale viene affidata ad Anna Miglietta, che riesce a conquistare un importante sesto posto al Campionato del Mondo di Basilea nel 1977, nonostante il ritorno alle competizioni delle grandi potenze dell’Est.

Rosato riprende l’attività  nel 1978, e chiama in qualità  di assistente un’altra torinese Amalia Tinto, che collaborerà  con lei fino al 1983.

E’ proprio da quell’ anno che Amalia Tinto raccoglie il testimone e l’importante eredità  per mantenerla fino al 1996.

Amalia Tinto aveva preso parte come ginnasta alla preparazione dei Mondiali d’oro di Madrid ed aveva compiuto anch’essa la sua formazione professionale all’ISEF di Torino.

La Tinto contribuisce a mantenere la posizione della squadra italiana ai vertici delle classifiche internazionali conseguendo brillanti risultati: medaglie d’argento e di bronzo ai Mondiali di Bruxelles nel 1992, medaglie di bronzo agli Europei di Helsinkj nel 1988 e ancora medaglia di bronzo a Goteborg nel 1990.

A partire del 1984 a Los Angeles la Ginnastica Ritmica entra a far parte del programma Olimpico seppur solo con esercizi individuali.

Nel 1992 si svolge il Campionato del Mondo a Bruxelles: in questa competizione e con la presentazione dei due esercizi di squadra, uno con 6 nastri e uno con 3 palle e 3 cerchi, la nazionale italiana conquista rispettivamente una medaglia d’argento e una medaglia di bronzo, confermando le precedenti posizioni di prestigio.

Gli esercizi di squadra vengono ammessi ai Giochi Olimpici nel 1996 ad Atlanta, riscuotendo grande successo grazie alla spettacolarità  e alle sensazioni che il lavoro d’insieme è in grado di evocare.

La formazione della squadra passa da 6 ginnaste e 2 riserve a quella attuale con 5 ginnaste e 1 riserva; un cambiamento che impegnಠle tecniche a studiare nuove risoluzioni coreografiche.

Alle Olimpiadi di Atlanta l’Italia si piazzಠal 7° posto grazie agli esercizi ai 5 cerchi e con 3 palle e 2 nastri.

Dopo le Olimpiadi del 1996 un nuovo avvicendamento alla guida della squadra nazionale ha visto Amalia Tinto passare il testimone ad Emanuela Maccarani.

La Maccarani ha fatto parte in qualità  di ginnasta della squadra nazionale di Rosato ed ha partecipato a numerose competizioni: Campionato del Mondo (Monaco di Baviera 1981), Campionato d’Europa (Stavanger 1982), I Coppa del Mondo Belgrado 1983). E’ poi stata chiamata a collaborare con la nazionale di Tinto.

Ma il suo legame con Torino si deve far risalire anche all’inizio della sua formazione di docente di educazione fisica, in quanto qui ha frequentato il primo anno di ISEF.

Il resto è storia recente. Ora si susseguono con un crescendo costante i successi della squadra di Emanuela che attribuisce la propria impronta personale alla linea compositiva italiana.

Le olimpiadi di Sidney si sono svolte nel 2000 ed hanno fruttato un 6° posto presentando un esercizio con le 10 clavette e uno ai 2 cerchi e 3 nastri.

Nei Mondiali di Budapest 2003, le sono Azzurre protagoniste di un ottimo quarto posto, subito a ridosso delle grandi scuole dell’Est, preludio di altre enormi soddisfazioni che sarebbero ben presto arrivate.

La conquista poi della medaglia d’argento alle Olimpiadi di Atene 2004 (noi c’eravamo!!!) con i due esercizi presentati (5 nastri e 2 palle e 3 cerchi), è ottenuta grazie alla fantasia dell’allenatrice Maccarani e anche all’abnegazione delle sue mitiche ginnaste e collaboratrici.

E arriva ancora la medaglia d’oro ai Campionati del Mondo di Baku con l’esercizio tre cerchi e quattro clavette, quella d’argento ai cinque nastri e l’argento al concorso generale.

La ginnastica ritmica ha subito un’evoluzione esponenziale dal giorno della sua nascita ad oggi, testimoniato dal gran numero di tesserati e dai risultati fin qui raggiunti.

Dopo mezzo secolo sembra davvero semplice e banale decidere di iscriversi ad uno dei tanti corsi di formazione attivati presso le numerose e competenti società  affiliate alla F.G.I., in tutta Italia.

Vogliamo perಠrendere omaggio a coloro che hanno intuito l’importanza e le possibilità  di sviluppo didattico ed agonistico della nostra amata disciplina, ricordando le parole di uno dei mentore della ritmica, il prof. Bracco.

Intervistato per la rivista federale “Il Ginnasta”, immediatamente dopo la conquista dell’Oro mondiale di Cuba, più di trent’anni or sono, egli ricordava con orgoglio gli inizi “quasi clandestini e pionieristici, a Torino, nella quasi assoluta indifferenza e scetticismo, nonostante i quali continuammo a lavorare imperterriti, affrontando delusioni e insuccessi che non valsero a farci desistere e che dovevano rappresentare l’indispensabile scotto per raggiungere dei così radiosi successi”.

A distanza di 15 anni (data in cui si è tenuto per l’ultima volta a Torino il Campionato Italiano d’Insieme, organizzato dalla Sisport FIAT) noi, di Eurogymnica Torino, ospitando la manifestazione proprio nella città  che ha fatto da culla alla ginnastica ritmica, vogliamo onorare e ringraziare tutti coloro che con la loro fede, tenacia e passione, hanno coltivato la ginnastica ritmica e, seppur inconsapevolmente, ci hanno contagiato e continuano a motivarci.

Buon divertimento !

La Ginnastica Ritmica a Torino

Torino è la città  che vanta le prime scuole italiane per la formazione dei docenti di educazione fisica e a Torino è sorta nel 1844 la prima società  italiana per la pratica delle attività  sportive: la Reale Società  Ginnastica .

Sempre a Torino è nata la prima rappresentativa nazionale e si è disputato il primo incontro internazionale organizzato in Italia (1973).

Ginnaste piemontesi che hanno vestito la maglia azzurra

nella squadra nazionale di Ginnastica Ritmica

BannಠLucia

Biollino Milena

Bollo Linda

Borgo Lidia

Bosticco Primarosa

Buzzo Paola

Buzzo Roberta

Cagliano gianna

Colombari Laura

Colombera Anna

Costa Bioletti Donata

Cristina Laura

Crivellari Barbara

Gepponi Gisella

Giachero Eugenia

Giacopelli Paola

Laguzzi Simona

Lubich Cristiana

Martin Claudia

Miglietta Anna

Pagliano Alessandra

Pedrazzo Maria Claudia

Rattone Valentina

Russo Marzia

Sorrentino Silvia

Tecniche piemontesi che hanno guidato la squadra nazionale:

Maria Rosa Rosato

Anna Miglietta

Amalia Tinto

Le torinesi alla guida delle squadre nazionali di GR che hanno arricchito il medagliere federale

1971 Medaglia di bronzo L’Avana (Cuba) allenatrice Maria Rosa Rosato

1975 Medaglia d’Oro Madrid allenatrice Maria Rosa Rosato

1988 Medaglia di bronzo Helsinkj allenatrice Amalia Tinto

1990 Medaglia di bronzo Goteborg allenatrice Amalia Tinto

1992 Medaglia d’argento Bruxelles allenatrice Amalia Tinto

1992 Medaglia di bronzo Bruxelles allenatrice Amalia Tinto