Le ginnaste di Eurogymnica a Torino 2006

Eurogymnica da il suo contributo a Torino 2006.

Stasera, a partire dalle ore 19,00, avrà  inizio la Cerimonia di apertura dei XX Giochi Olimpici Invernali.

Nello storico Stadio Comunale di Torino completamente rinnovato per l’occasione, oltre al Presidente della Repubblica Italiana, a reali e leader di tutte le nazioni del mondo e fianco a fianco ad atleti che hanno fatto la storia dello sport italiano come Chechi, Tomba e Belmondo, ci saremo anche noi di Eurogymnica, a dividerci un po’ di quelle attenzioni che miliardi di telespettatiri di tutto il pianeta riserveranno agli attori che si esibiranno su quello che diventerà  in futuro, il terreno di gioco del Torino F.C.

Godremo dunque di questo onore e privilegio grazie alla presenza in campo, di alcune piccole ma grandi atlete che da tanto tempo difendono i nostri colori.

Si tratta di Valentina ed Erika Tronci, Daniela Bertolino, Elisa e Federica Vaccaro, Andrea Muraglia, Federica Liuzzo, Sonia Landolina, Simona Bergamini, Irene Chiarle, Silvia Filippis, Chiara Presta, Elisa Lamberti.

Le più piccole saranno impegnate in una coreografia che rappresenterà  un cuore che pulsa mentre le più grandi si sistemeranno ai piedi dei cinque megalitici cerchi olimpici che faranno da palestra di arrampicata per gli atleti dei Kataklà².

Sono sicuro che al momento in cui le “nostre” verranno inquadrate dalle telecamere di tutto il mondo e sul tanto vituperato schermo televisivo giureremo di aver riconosciuto questa, piuttosto che quell’altra silhoutte familiare, un tonfo al cuore ci toglierà  il fiato e anche chi non puಠvantare legami di sangue ma di amicizia e di affetto, altrettanti solidi e nobili, sospirerà  con mal celato orgoglio: “Quelle sono le mie”.

Non scorderemo certo le tante ore impiegate per le prove, talvolta sotto la pioggia e al freddo.

Tante, troppe ore sottratte alla lavoro in palestra che ne avrà  inesorabilmente risentito con unico obiettivo quello di ben figurare nella rappresentazione di stasera.

Ecco! Pensiamo allora di aver offerto allo Spirito Olimpico quel giusto tributo, quel sacrificio necessario ad accattivarci le sue simpatie, sperando di poter barattare le delusioni del recente passato con i tanto desiderati successi del futuro.