Interregionali di Categoria 2012: EG bronzo con Sarah!

SARAH RE PORTA SUL PODIO EG


Conquista un bronzo nonostante il contesto ostico


 

La bellezza ci salverà ! 

Forse sì, ma faticherà  eccome!

E a metterle i bastoni fra le ruote e a renderne più arduo il salvataggio ci pensano tutti i giorni grigi figuri sparpagliati qua e là  per il mondo, infiltrati in ogni piega della vita.

Persino i più insospettabili e all’apparenza impermeabili ambienti non sono immuni dagli attacchi continui, meticolosi, quasi diabolici dei nemici della bellezza.

Chi sta leggendo queste poche righe senza pretese, difficilmente non potrà  aver provato che ammirazione nell’assistere alle spettacolari evoluzioni di quelle stupende creature che si alternano sulle pedane di ritmica.

Sculture viventi, capolavori animati, prodigi di plasticità , le ginnaste ad ogni esibizione sono in grado di togliere il fiato a chi le guarda, provocando una variante della sindrome di Stendhal: apnee da un minuto e 15 secondi, a volte persino da un minuto e trenta e una totale, inesorabile ed inevitabile empatia.

Pura bellezza.

Dunque, gli invidiosi cosa potrebbero mai fare per danneggiare delle opere d’arte? Il ventaglio di possibilità  a disposizione dei moderni dadaisti è assai ampio ed oltretutto in continuo aggiornamento.

Si comincia col martellare le statue, proseguendo col prenderle a cannonate, macchiando con vernici indelebili le tele o magari rinchiudendole nei magazzini dei musei in modo che nessuno le possa ammirare e di conseguenza trarne godimento.

Ma a questi più rozzi strumenti se ne possono aggiungere altri molto più celebrali e psicotici. Sistemarle in contesti ambientali umilianti, fatiscenti gallerie male illuminate, in modo che il pubblico si stanchi e cominci piano piano a disertarle. Ci sono poi anche i collezionisti che privano l’umanità  della possibilità  di godere di tale spettacolo, convinti di esserne assoluti padroni e di poterne disporre a loro unico ed esclusivo uso. Infine i custodi, equipaggiati di cappellino di rappresentanza e di cartellino identificativo sulla giacca. E’ vero, hanno momentaneamente in tasca le chiavi per aprire e chiudere la porta ma ciಠnonostante non saranno mai padroni.

Una delle più belle gallerie d’arte itinerante quest’anno ha fatto tappa nel museo di Casnate con Bernate, durante il week end appena trascorso. E i detrattori della bellezza non si sono persi l’occasione per mettere la loro firma. Potremmo definirla una biennale, visto che già  due anni fa nella stessa sede qualcuno aveva fatto il possibile per danneggiare la collezione e gli appassionati come chi scrive, ricorderanno bene che quasi ci stava riuscendo.

Probabilmente memori del mancato sfregio, i Laszlo Toth della ritmica questa volta hanno provato ad organizzarsi con maggiore professionalità  e coordinazione. Così il pubblico intervenuto sugli spalti del PalaSampietro fin dalle prime battute della gara di sabato si è reso conto che sarebbe stato impossibile seguirla con la solita passione ed interesse.

Per rendere più bulgara la manifestazione innanzitutto sono state eliminate tutte le didascalie che avrebbero dovuto aiutare gli intervenuti a meglio comprendere il valore delle opere esposte: nessun punteggio, di nessuna ginnasta, di nessuna gara, di nessuno dei due giorni.

La cosa non è piaciuta per nulla al popolo della ritmica, sempre meno numeroso in tribuna (chissà  poi perchè…). Riuniti in una sorta di piccoli tavoli di lavoro, avversari in gara ma saldamente coalizzati in questa circostanza, genitori di ginnaste e rari dirigenti ed accompgnatori hanno sfornato una serie davvero fantasiosa di opzioni dimostrative da adottare come segnale di disappunto. NO TAV DOCET.

La più gettonata? Sicuramente l’abbandono definitivo delle tribune in massa che perಠalla fine si è trasformata solo in temporanea assenza. Bisogna essere comprensivi: quando si è l’autore dell’opera adorata non ce la si sente proprio di abbandonarla al proprio destino.

Così pur prolungando allo spasimo la pausa al bar, alla fine si torna a prendere posto e a tifare per la propria creatura (sommessamente, per non dare troppo fastidio, castigati dagli sguardi severi che arrivano dal parterre).

Se il pubblico si sente maltrattato le tecniche brancolano nel buio. Anche loro private dei punteggi parziali che le permettono normalmente di orientarsi e di fare delle adeguate strategie di gara.

Dopo le rotazioni utili a qualificarsi per le finali con l’ultimo attrezzo, ecco arrivare finalmente una classifica. Naturalmente i punteggi non vengono rivelati, segreto di stato (da interpretarsi alla lettera). E’ dato sapere esclusivamente che la tal ginnasta è ad esempio prima o sesta o nona. Con quale parziale e a quale distanza da chi segue o precede non si puಠsapere.

Alla cronometro, conclusiva e determinate ultima tappa del Tour o del Giro, sapete bene che i corridori corrono al buio, ignorando i tempi degli avversari. Pedalano e punto!

Così come nella discesa libera: giù a rotta di collo e muti! ù

Idem nelle eliminatorie di nuoto dove nelle batterie si cercano i tempi migliori per qualificarsi a scapito degli avversari (Eh? Ma se non si conoscono i tempi propri e degli altri come si fa? Zitto e nuota!).

Le gare di Como finiscono a volte addirittura in anticipo (Boh! Avevamo capito che i punteggi non venivano dati per non perdere tempo….). Per rientrare nei tempi giusti una bella pensata: quattro chiacchiere al telefono (è la Tua voce)… et voila! Finalmente si materializzano le classifiche.

Il pubblico ha capito poco, le tecniche ci provano, le ginnaste? Le vere opere d’arte? Ma non siamo venuti per ammirare loro e per creare il miglior lay out possibile per valorizzarle? Vabbè ma tanto sono ragazzine! Una medeglietta al collo, alle più fortunate (e comunque più brave) una coppa e via. E’ dunque questo è il trend?

Allora vado in controtendenza.

Cara Sarah (Re), grazie per il bel risultato di sabato, grazie per quel bronzo regalato ad Eurogymnica dopo una gara entusiasmante. E grazie anche a Sara Celoria (7) e ad Elisa Vigna Cit (8) perchè siete in grado, inconsapevolmente, di evocare la bellezza ogni volta che mettete i piedi in palestra. E grazie a tutte le Egirls di Casnate e a tutte quelle rimaste a casa e a tutte quelle ginnaste di questa e delle altre associazioni che da tanti anni mi hanno permesso di passare indimenticabili giornate di sport, obbligandomi con il loro esempio a tentare faticosamente ed inutilmente di diventare uno sportivo migliore, una persona migliore.

Continuerಠad impegnarmi per collocarvi nelle sale più luminose, in cornici pregiate che esaltino le vostre linee, i vostri colori e le vostre tante sfumature in modo che tanti, tantissimi, tutti possano ammirarvi e beneficiare della vostra bellezza e di quella che sapete creare.

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